domenica, 19 marzo 2006

Boghes de pedra nos ammentan gherra,
boghes de gherra nos ammentan terra,

terra ifusta de sambene,
terra ifusta.

Sambene chi su tempus no hata mai firmadu
pedras ammuntonadas no l'ammentana.
Terra ifusta de sambene,
terra ifusta.

Trumas de isperanzia e libertade
disizzos de bramare cun boghe'e tronu

disizzos chi sulcan s'historia
de custa terra sempre avversada.

Boghes de pedra marana
 Est ora de bivere in paghe!
                            Kenze Neke, da "Boghes de Pedra"


Voci di pietra ci ricordano guerra,Michael Kenna, shik_jizo_lgJizo Protectors, Onzanji, Tokushima, Shikoku, Japan. 2003
Voci di guerra ci ricordano terra,
terra bagnata di sangue,
terra bagnata.

Sangue che il tempo non ha mai fermato
Pietre ammucchiate non lo ricordano
terra bagnata di sangue,
terra bagnata.

Orde di speranza e libertà
desideri di bramare in voce di tuono
desideri che solcano la storia
di questa terra sempre avversata.
Voci di pietra infognano:
        È l’ora di vivere in pace.
Passano gli anni e i giorni cadenzati dai media
Passano, con l'uomo che dimostra memoria solo nei giorni comandati
Loro ricorderanno sempre quando altri gli hanno resi immobili, muti ed immutevoli
in un tonfo sordo di pietra.
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categoria:musica, il nervoso, tornando ad itaca
giovedì, 09 marzo 2006

Finalmente son riuscito a rileggere interamente "Il lavoro dell'attore sul personaggio" di Konstantin Stanislavskij.

Credo che sia un'opera importante per tutti i mezzi per fare arte, e non solo per l'arte teatrale...


il punto che più mi garba è la definizione di Grottesco che da all'Appendice:

"Il vero grottesco è l'espressione esteriore piena, chiara, esauriente e semplice dell'interiorità del personaggio e della creazione dell'attore. In tale reviviscenza nulla è superfluo, tutto è indispensabile. Non è sufficente sentire e rivivere le passioni umane, bisogna manifestarle arditamente sino al limite dell'esagerazione e persino della caricatura. Il grottesco non può essere di dubbia interpretazione, esso è sempre esplicito.

I guai incominciano quando dinanzi al grottesco lo spettatore domanda: "Mi scusi, ma che stanno a significare quelle quattro sopracciglia e quel triangolo rosso sulla guancia degli attori?".
E a voi tocca spiegare: "Beh, il pittore voleva rappresentare un occhio perspicace e per rompere la simmetria ha introdotto una sproporzione".
Questa è la morte del grottesco al cui posto rimane un rebus un po' stupido come quelli delle riviste illustrate.
Che cosa me ne importa quante sopracciglia o nasi hanno gli attori!?  Che abbiano pure quattro sopracciglia, due nasi, una dozzina di occhi, purché siano giustificati. Ma se le quattro sopracciglia non rispondono a un'effettiva necessità, il grottesco ne viene sminuito, serve da copertura al vuoto.
Quando la forma supera il contenuto per dimensioni e potenza, l'essenza si disperde in uno spazio troppo grande come un neonato nel mantello di un granatiere."

                                                   ...e intanto penso al sogno di un curioso...

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categoria:citazioni, letteratura, teatro
martedì, 07 marzo 2006

Il Mondo è Malato!



-Le pecore hanno la lingua blu;
-I maiali hanno la peste suina;
-Le mucche sono impazzite;
-I polli, gli uccelli in generale e i gatti hanno l'influenza aviaria;
-I cavalli hanno la febbre;
-I Cani fanno gia la loro vita

...E l'uomo, come sta?!

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categoria:il nervoso
giovedì, 02 marzo 2006

Siamo tutti un po’ polli

 

 

 

Sicuramente molti di voi non sapranno cos’è un “Carru de is Puddas”.
Letteralmente è il “Carro delle Galline”.
Questa tradizione, per alcuni aspetti macabra, si presenta puntualmente ogni martedì grasso nel centro di San Vero Milis (Oristano).
Tale tradizione prevede che i giovani del paese (in prevalenza quelli che compiono la maggiore età nell’anno corrente, e per questo tutti travestiti da militari con il viso pasticciato da tempera), a bordo di un carrello agricolo addobbato con rami di alloro e trainato da un Landini 35 a "Testa calda" dei primi anni '50, girino per il paese a cercare animali per organizzare un banchetto e Vernaccia (il vino tipico di tutto l’alto Campidano) con la quale si “costringe” a bere ogni persona che imbatterà in questo carro lungo le strade paesane.


La parte macabra è quella riguardante gli animali:
I possidenti di galline lasciano entrare i giovani nei pollai e scegliere la vittima a cui viene tirato il collo sul posto.
Successivamente l’animale morto viene legato per le zampe è appeso sui lati del carrello.
A fine giornata il carro si presenta così circondato da galline, anatre, conigli e a volte anche agnellini grondanti ancora sangue.

 

Il sistema politico italiano è assai simile: lega i poveri polli a testa in giù, ti tira il collo e ti spenna, mentre chi ti doveva difendere viene “ubriacato”: 
                Niente difesa per i polli
Si mascherano anch’essi da persone per bene, da militari, da carabinieri pronti a toglierti le penne.

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categoria:il nervoso