giovedì, 31 agosto 2006

Tempo, tanto ne era passato, tutto in lui era cambiato eppure lì, seppur il mare modelli il mondo, il posto era restato immutato: ogni cosa si ripeteva come il rompersi delle onde sulla spiaggia.

Fine agosto, 7 del mattino: l’ora migliore per compiere una camminata. Sole appena alzato, acqua- olio e nessuno in giro se non uno scafo di qualche pescatore gia indirizzato verso il largo.

Attraversò la spiaggia con passo veloce, senza dargli importanza, gli dava fastidio quella sabbia finissima nelle scarpe.

Giunse sin dove i ciottoli e gli scogli prendevano il posto all’arenile e salì per quel sentiero che costeggiava la scogliera verso sud, mentre si alzava una leggera brezza di Libeccio.

Dietro e sulla destra teneva il mare, a sinistra, tra la vegetazione di lentisco contaminata dalla sporcizia e incuranza umana, riuscì ad intravedere delle colonne di pietra: troppo squadrate per esser opera della natura e troppo imprecise per esser arte, infatti, assieme ad alcuni avvallamenti in cui il suono del vento riecheggiava, erano ciò che restava di un’antica cava d’arenaria abbandonata ormai da diverso tempo.

Quando era ragazzo camminava per quel sentiero ogni qualvolta avesse bisogno di pensare, di restare solo; ed ora, a distanza di tempo, tutto si ripeteva, tranne i pensieri adesso più pesanti..

Rifletteva sul fatto di essere solo: se fosse caduto da quella scogliera probabilmente nessuno se ne sarebbe accorto …una scena del genere la sognava spesso: era come un “sogno di un curioso”, vedeva dall’esterno la sua vita dimenarsi e spegnersi lì sola mentre cercava , annaspava, realizzava e si disilludeva, ripetendosi tra se “fatti non foste…” e “tutto è niente nei loro sorrisi, non ti curar di loro guarda e passa”.

In quel momento la brezza di Libeccio girò a vento di Maestrale e lui strinse le spalle e torno sui suoi passi.

postato da: IlSognoCurioso alle ore 13:48 | Permalink | commenti (5)
categoria:mare, racconti, pensando, sul proscenio
venerdì, 11 agosto 2006

Ieri Sera


Salvador Dalì, Still life- fast moving, 1956

Ormai ci sto faccendo il callo,comincio a sentire a fiuto quando è il caso di bloccare tutto per aria...

                      ...ho ripreso a pensare al mio Sogno di un Curioso

postato da: IlSognoCurioso alle ore 13:19 | Permalink | commenti (3)
categoria:il nervoso, sul proscenio
mercoledì, 09 agosto 2006

24 anni fa nacque mio Fratello, di sangue e spirituale

Quindi quest’anno facciamo esattamente vent’anni di convivenza…

È successo un po’ di tutto: distruggeva i miei giocattoli per costruire dei marchingegni e fare esperimenti (si vedeva già che era un piccolo cranio), ci siamo pestati, cercati, odiati e riappacificati… ma soprattutto l’ ho sempre sentito vicino anche quando abbiamo lasciato casa…

 ...è semplicemente un grande

Grazie di tutto Enry, Auguri ed Hang Loose Bro’!

postato da: IlSognoCurioso alle ore 21:58 | Permalink | commenti (1)
categoria:sul proscenio, tornando ad itaca
martedì, 08 agosto 2006

Era un auspicio, “un albero ben curato ha vita lunga”.

Era così bello quell’albero, peccato che sia bruciato:

aveva la mia età, forse uno o due giorni in meno.

Era un Mandarino, non so perché scelse proprio il “mandarino”, ma andava bene, a me piaceva

Ricordo ancora quando papà mi portava a vederlo, era molto bello lo ricordo ancora:

era un po’ gracile, si vedeva già che era proprio il mio, ma i suoi frutti se pur piccoli erano di un colore intenso dalla buccia lucida, e il loro sapore era dolce, certo non erano i migliori ma comunque buoni…

Era un auspicio, “un albero ben curato ha vita lunga e non darà mai aspri frutti”.

Tornavo dal mare il giorno in cui bruciò, il fumo saliva da lontano

fumo bianco: cenere di canne

fumo grigio: cenere di alloro

fumo azzurro: cenere di Mandarino

La nube grigio perla copriva un’intera zona, i soliti incendi estivi, ma non i soliti per me perché vidi quelle sfumature azzurre e pregavo non fosse proprio lui..

Ne rimase il residuo del tronco, lì solo senza protezione ne siepe, qualcuno pensò bene di tagliarlo per finire di bruciarlo.

Passò e ripassò il fuoco, passarono le frese, passarono gli aratri e finirono di strapparne le radici:

Aveva la mia età, forse uno o due giorni in meno.

Era di auspicio, per questo mio padre lo piantò quando nacqui.

Ora era morto, e

ora mi sento solo

cenere senza terra e senza radici per cercarne.

postato da: IlSognoCurioso alle ore 10:10 | Permalink | commenti (2)
categoria:racconti, sul proscenio
mercoledì, 02 agosto 2006

Un mese

Breve resoconto di due mesi fa: una merda…

Un mese

Breve resoconto dell’ultimo mese: difficile da fare un breve resoconto… gente apparsa, scomparsa, riapparsa e via così, casini su sfiga su tentativi , risoluzione, confusione, chiarificazione

Tranquillizazione e fiducia…

Un mese, un mese fa ho deciso di condividere la mia anima

Tranquillizazione e speranza

Esattamente da un mese, Grazie Francy

Alla miglior Unione Spirituale.

postato da: IlSognoCurioso alle ore 12:34 | Permalink | commenti (3)
categoria:sul proscenio
mercoledì, 02 agosto 2006

Per chi piace la galera.

 

“CAGLIARI - E' durata solo qualche ora la libertà di due detenuti sardi usciti ieri poco prima delle 18, grazie all'indulto, dal carcere di Macomer. Per festeggiare la scarcerazione hanno deciso di entrare in un bar poco distante ma, dopo avere abbondato con l'alcol, hanno attirato l'attenzione degli agenti di una pattuglia della Polizia di Stato che alla richiesta delle generalità si sono visti aggredire. Così i due ex carcerati sono stati nuovamente arrestati, poco prima delle 23, con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, minacce, violenza e danneggiamento. I due, Massimiliano Formula, di 32 anni, di Sassari, e Raimondo Muntoni, di 28, di Tula, usciti dall'istituto di pena hanno raggiunto un bar centrale di Macomer dove hanno deciso di festeggiare l'evento ma dopo le 20 alla vista di un'auto della Polizia avrebbero insultato gli agenti che, scesi dal mezzo, hanno chiesto loro i documenti. Al loro rifiuto è seguito l'invito per un controllo in Commissariato. La reazione è stata violenta con pugni e calci contro gli agenti che ne hanno fermato uno mentre, poco dopo, sono giunti anche i carabinieri che hanno arrestato anche l'altro scarcerato. I due sono stati rinchiusi nel penitenziario di Oristano in attesa del processo con rito direttissimo.”

www.ansa.it

e si, bisogna dire che è proprio un record, oltre al danno anche la beffa

si sconsteranno la pena nuova e ciò che resta…

Per chi piace la galera, per chi gode del fresco nella canicola dell’estate…

Un indulto con criterio per svuotare le carceri per un po’ di tempo: il tempo necessario a passare la scopa e rifare il letto…

 

…peccato che chi è riuscito a non entrare in carcere è restato bello pulito con l’indulto giunto per posta a domicilio…

postato da: IlSognoCurioso alle ore 12:19 | Permalink | commenti (2)
categoria:pensando, nel web, il nervoso
martedì, 01 agosto 2006

Vanno via, come possono, dove possono

Lasciano il niente  e niente li attende

Le “voci di pietra continuano ad infognare”

ad urlare, a sparare.

Scappano, alcuni con le loro gambe,

altri con la gamba che gli è rimasta,

altri ancora sulle ruote

e molti dentro ai sacchi:

sacchi di juta, sacchi di plastica,

Sacchi di sangue.

 828  morti, ma per  loro seduti e tronfi nelle loro scrivanie

Questo è solo un numero

compreso tra il 827 ed il 829...

 

postato da: IlSognoCurioso alle ore 18:30 | Permalink | commenti (1)
categoria:il nervoso