venerdì, 02 maggio 2008

sedieScrivo aspettando che la mia richiesta di cittadino apolide venga accettata.
Temo di diventare un desaparecido. In questi giorni il Ministero della propaganda c’è andato giù pesante.
L’Italia ha dimostrato quanto vale, quanto pensa,quanto si merita:

PANEM ET CIRCENSES.

Solo i migliori in piazza dei cento mila:
Berlusconi, Amici di Maria, e prossimamente il Pontefice, neo ministro alla famiglia, all’identità e alla conservazione del vecchio.
Il rosso è stato abolito e con esso tutti i colori accesi: solo l’azzurro ha diritto. In conseguenza tutti i colori devono essere più tenui: a simboleggiare l’amore, ad esempio, ci sarà un Beigiolino chiaro (il massimo che ci si possa permettere)

 I campioni non ci sono più, vagano senza testa nella ricerca di qualcuno che si occupi di loro, gli occhi pieni di lacrime di solitudine cercano un abbraccio e comprensione, ma tutti ormai dicono che sono loro che sono persi.
Guarda Nené, Claudio Olinto de Carvalho
la vita è bella perché non è variata: è gustosa, fragrante e croccante

 e come la voce di dentro di De Filippo non ho capito.

postato da: IlSognoCurioso alle ore 10:21 | Permalink | commenti (5)
categoria:citazioni, teatro, pensando, il nervoso, il ritorno del medioevo
venerdì, 14 marzo 2008

La linea
vaporosa muore
al lontano cerchio del cielo

Picchi di tacchi picchi di mani
e il clarino ghirigori striduli
e il mare è cenerino
trema dolce inquieto
come un piccione

A poppa emigranti soriani ballano

A prua un giovane è solo

Di sabato sera a quest’ora
ebrei
laggiù
portano via
i loro morti
nell’imbuto di chiocciola
tentennamenti
di vicoli
di lumi

Confusa acqua
come il chiasso di poppa che odo
dentro l’ombra
del
sonno
( Giuseppe Ungaretti, dall'Allegria nell'edizione definitiva del 1931)


Bella, una poesia emblematica ricca di simboli e evocazioni nascoste, evoluzione di quella "Paesaggio d'Alessandria d'Egitto" e delle "Nebbie", poesie disperse, pubblicate su Lacerba tra il 1914 e il 1915.
Lei non nota una similarità tematica, di certo voluta, con "Salut" di Mallarmé?
Bhe certo, altra poesia bellissima, ma vorrei chiederle un parere:
Professoressa contessa Sanjust che ne pensa di "Un sogno di un curioso" di Baudelaire?
postato da: IlSognoCurioso alle ore 12:50 | Permalink | commenti (2)
categoria:citazioni, letteratura, università
giovedì, 03 gennaio 2008

Lasciatemi fare a modo mio,
Altri promulghino leggi, io non voglio curarmi delle leggi,
Altri incensino gli uomini insigni e sostengano la pace, io sostengo la sommossa e il conflitto,
Non lodo nessuna eminenza, biasimo apertamente chi fu stimato il più degno.

(Chi sei? Di che ti sei reso colpevole segretamente per tutta la vita?
Ti sottrarrai tutta la vita? Tutta la vita razzolando e ciarlando?
E chi sei tu che blateri a memoria anni, pagine, lingue, ricordi,
Nemmeno oggi sapendo che non sai come pronunciare correttamente una sola parola?)

Completino gli altri gli esemplari, io non completo mai gli esemplari,
Do loro l’avvio secondo leggi che non decadono, come fa la Natura, sempre fresche e moderne.

Io non chiedo doveri,
Quelli che gli altri impongono, li do come impulsi vitali
(Darei come doveri i movimenti del cuore?)

Altri risolvano problemi, io non risolvo nulla, io sollevo domande cui non si può rispondere,
Chi sono quelli che vedo e che tocco, e che dire di loro?
Che dire di questi miei simili che mi accostano con teneri modi diretti e indiretti?

Invito la gente a diffidare dei resoconti dei miei amici, si ascoltino invece i miei nemici, come fo io,
Vi chiedo una volta per tutte di respingere chi vuole spiegarmi, perché nemmeno io posso spiegarmi,
Vi chiedo che non venga fondata su di me alcuna scuola o teoria,
Vi chiedo di lasciar liberi tutti, come io ho lasciato liberi tutti.

Dietro di me, in prospettiva!
Oh, mi rendo conto che la vita non è breve, ma enormemente lunga,
E d’ora in poi percorrerò il mondo castamente e sobriamente, uno che s’alza presto, un coltivatore giudizioso,
Ogni ora è il seme di secoli, e di secoli ancora.

Devo seguire queste continue lezioni dell’aria, dell’acqua e della terra,
Mi accorgo che non ho tempo da perdere.

(da “io e i miei”, 1881, Walt Whitman)

 
Inizia un nuovo anno, nuove prospettive, altre aspettative.
Alcune si sa già di partenza che non si raggiungeranno, ma è bene ripetersele come spinta
“puntare al massimo per ottenere almeno il minimo”
I miei capelli lunghi sono stati già tagliati, ora spetta a tutto il resto.
Cambieranno situazioni, approcci, visuali, sicuramente anch’io, ma spero in meglio
O almeno l’idea di partenza è quella

caillebotte, floor scraper, variant

 
Para mi solo recorer los caminos que tienen corazòn, cualquier camino que tenga corazòn.
Por ahì yo recorro, y la ùnica prueba que vale es atraversar todo su largo.
Y por ahì yo recorro mirando, mirando, sin aliento.

postato da: IlSognoCurioso alle ore 19:01 | Permalink | commenti (2)
categoria:citazioni, letteratura, sul proscenio
sabato, 15 dicembre 2007

« Dopo la parola romanticismo, la parola più abusata e sbagliata in Italia (in Italia soltanto?) è quella di umorismo. Se fossero realmente umoristi gli scrittori, i libri, i giornali battezzati con questo nome, noi non avremmo nulla da invidiare alla patria di Sterne e di Thackeray o a quella di Gian Paolo e di Heine. Non si potrebbe uscir di casa senza incontrar per la strada due o tre Cervantes e una mezza dozzina di Dickens… Vogliamo solo notare sin da principio che vi è una babilonia confusione nell’interpretazione della voce umorismo. Per il gran numero, scrittore umoristico è lo scrittore che fa ridere:il comico, il burlesco, il satirico, il grottesco, il triviale: -la caricatura, la farsa, l’epigramma, il calembour si battezzano per umorismo: come da un pezzo si costuma di chiamare romantico tutto ciò che vi è di più arcadico e sentimentale, di falso e barocco. Si confonde Paul de Kock con Dickens, e il visconte d’Arlincourt con Victor Hugo.»
Questo notava Enrico Nencioni, già fin dal 1884, in un articolo su la Nuova Antologia intitolato appunto L’Umorismo e gli Umoristi, che fece molto rumore.
Non si può dir veramente che la voce pubblica in tutto questo lasso di tempo, si sia ricreduta. Anche oggi, per il gran numero, scrittore umoristico è lo scrittore che fa ridere. Ma, ripeto, perché in Italia soltanto? Da per tutto!

Si confondono anche altrove la caricatura, la farsa bislacca, il grottesco con l’umorismo.

Il giornalismo, un certo giornalismo si è impadronito della parola, l’ha adottata e, sforzandosi di far ridere più o meno sguajatamente a ogni costo, l’ha divulgata in questo falso senso.

Da "L'Umorismo" di Luigi Pirandello

e meno male che non conosceva ancora Studio Aperto, il Bagaglino e Vacanze di Natale...

postato da: IlSognoCurioso alle ore 16:37 | Permalink | commenti (2)
categoria:citazioni, letteratura, il nervoso
sabato, 08 dicembre 2007

CALVERO: Stanca?
TESLY: Dove sono?
C: nella mia camera: due piani sopra la sua
T: come mai?
C: beh, tornando a casa ho sentito odor di gas dalla sua stanza, ho sfondato la porta, chiamatoun dottore e l’ho portata qua su.
T: doveva lasciarmi morire
C: Quanta fretta, soffre molto?
T: …
C: Questo è quello che conta, il resto è… fantasia!
     Ci son voluti milioni di anni per evolvere la coscienza umana, e adesso lei vuole cancellarla,
     distruggere il miracolo dell’esistenza, più importante di qualsiasi altra cosa nell’universo.
     Le stelle, che sanno fare? Niente! Brillano e basta
     E il sole? Che sputa fiamme alte 280 mila miglia, che fa? Sciupa inutilmente le sue risorse.
     Può ragionare il Sole? È cosciente? No, ma lei si

[…]

C: Dica un po’: è stata solo la salute a farle fare quello che ha fatto?
T: Quello e…
C: …e… altro?
T: l’estrema inutilità di ogni cosa, lo vedo anche nei fiori, lo odo nella musica. La vita è senza scopo e     senza senso.
C: Perché vuole che abbia senso?! La vita non ha senso! è Desiderio!

Il Desiderio è il tema della vita: è quello che spinge una rosa a essere una rosa, e a voler crescere così,
e una pietra a contenere se stessa così.
[…]
C: e comunque il significato di ogni cosa non è che un altro modo di esprimere la stessa cosa;
     dopo tutto una rosa è una rosa è una rosa.

[...]

T: Per cosa dovrei battermi?!
C: Vede? Lo ammette
     Per cosa dovrebbe battersi?! Per tutto!
     Per la vita stessa! Non le basta forse?!
     Per viverla, soffrirla, goderla!
     Per che cosa battersi?
     La vita è una bella magnifica cosa, anche per una medusa!
     Per che cosa dovrebbe battersi?!
     E poi lei ha un’arte, la danza!
T: Non si danza senza le gambe!!
C: Conosco un uomo senza braccia che sa suonare uno scherzo sul violino con le dita dei piedi!
     Il guaio è che lei non vuole battersi!
     Lei si è arresa! Non fa che adagiarsi sui malanni e sulla morte, ma…
      …c’è una cosa altrettanto inevitabile quanto la morte:
     ed è la VITA!! Viva, viva, viva!
     Pensi alla forza che è nell’universo, che fa muovere la terra e crescere gli alberi,
     e c’è la stessa forza dentro di lei, purché abbia il coraggio e la volontà di usarla!

Da “Luci della ribalta” di Charlie Chaplin

postato da: IlSognoCurioso alle ore 18:06 | Permalink | commenti (1)
categoria:citazioni, cinema, pensando
sabato, 24 novembre 2007
La pazienza è un albero amaro,
ma spesso da frutti dolcissimi

da "Delitto perfetto" di Friedrick Knott
postato da: IlSognoCurioso alle ore 00:37 | Permalink | commenti (2)
categoria:citazioni, teatro
mercoledì, 21 novembre 2007
Oggi non ho voglia di scrivere, quindi prenderò in prestito post altrui:


Il lato oscuro fa dire cazzate


vignetta di commento su quanto asserito dall'Imperatore Palpatine, alias il Papa, sulla diffusione di aids nel continente nero.


Questa viene dal blog "imbarazzante" di Segolas (spero non me ne voglia male per questa presa in prestito..)


postato da: IlSognoCurioso alle ore 23:16 | Permalink | commenti (2)
categoria:citazioni, nel web, il nervoso
giovedì, 08 novembre 2007
Di che cosa soffri?
Dell'irreale intatto dentro il reale devastato
René Char
postato da: IlSognoCurioso alle ore 08:39 | Permalink | commenti (2)
categoria:citazioni, letteratura