domenica, 29 giugno 2008
Il governo berlusconi sta rilanciando il nucleare. Il nucleare è una delle più grandi truffe che si sta cercando di inculcare nella mente della popolazione. Viene proposto come soluzione ai problemi energetici dell'Italia mentre aggraverà ulteriormente la situazione perché sottrarrà fondi che possono essere investiti nelle fonti di energia rinnovabile come spiega anche il fisico Carlo Rubbia (premio Nobel per la fisica nel 1984) in questa intervista.

Inoltre la disponibilità di combustibile nucleare è più scarsa del petrolio.
Infatti ai ritmi attuali di consumo ci sarebbe uranio solo per pochi decenni. Se dovesse aumentare il consumo nel giro di vent'anni le centrali nucleari si fermerebbero per mancanza di combustibile. Si rischia che quandole future centrali italiane entreranno in produzione(nel 2020) non ci siapiù materiale per alimentarle. L'Italia perderebbe così l'ennesimo treno, perché mentre gli altri paesi si mobilitano per intraprendere strade che puntano sulla razionalizzazione il risparmio energetico e le fonti rinnovabili da noi vengono investiti miliardi in tecnologie che gli altri cercano di abbandonare. Il nucleare  porterà vantaggi alle solite grosse aziende (Enel, Eni ecc.)che aumenteranno i profitti grazie alla vendita di energia mentre gli oneri (stoccaggio delle scorie, sicurezza dei siti ecc)saranno pagati dallo stato ossia da noi cittadini.

In Sardegna c'è un motivo in più per opporsi al nucleare.

Infatti il criterio più importante che viene considerato nella scelta dei siti di stoccaggio delle scorie radioattive è quello della sicurezza sismica.
Qui 
è possibile vedere la carta del rischio sismico dell'Italia elaborata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Basta dare uno sguardo alla carta per vedere  subito che l'unico territorio perfettamente al sicuro dai terremoti è la Sardegna, il che rende la nostra terra come il candidato numero uno per la creazione di siti di stoccaggio. Se il nucleare va avanti per l'ennesima volta la Sardegna sarà trattata come una colonia e verrà utilizzata come terra dove seppellire scorie radioattive che rimarranno pericolose per migliaia di anni. Non esistono siti di stoccaggio sicuri e tutti i Sardi che nasceranno da qui a 20.000 anni vivranno nel pericolo costante della contaminazione.
Fate girare questa nota. È importante che la gente sappia che con il rilancio del nucleare la Sardegna rischia di diventare la pattumiera nucleare dell'Italia.
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categoria:il nervoso, tornando ad itaca
lunedì, 05 maggio 2008

C'era una volta una splendida spiaggia, la sua sabbia era tra le più fini e bianche mai viste: Quarzo finissimo per chilometri.
Un giorno un omino dalle carte facili disse “spiaggia più larga per tutti!!” e in un attimo fu fatto: da bianca in grigia però cambiò il suo colore.
C’erano una volta persone che passeggiavano per quel lungomare, traffico di macchine rendevano il passaggio pericoloso, pochi bus, ore di attese e tante marmitte in cerca di un parcheggio che sia, possibilmente, all’ombra, vicino al bagnasciuga, affianco al bar, nei pressi del tabacchino, in prossimità del lido, a due passi dall’edicola, in un posto sicuro gratuito ma vigilato.
Apparve di nuovo l’omino dalle carte facili con un potente incantesimo “multipiano per tutti, compreso di trampolino in cima per tuffarsi direttamente in acqua con lo splendido scenario della Sella del Diavolo !!”

Se vuoi bloccare le carte facili dell’omino, firma la petizione anti multipiano previsto nei pressi della spiaggia del Poetto.  Firma qui

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categoria:mare, il nervoso
sabato, 03 maggio 2008
è una questione di abitudine a non spiegare, al silenzio,
così si arriva alla non curanza, all'incomprensione.
e uno poi ci si abitua e va oltre e perde pezzi.
Voglio vomitare parole, esser logorroico anche se avrei bisogno di un logopedista,
ma non voglio ne esser frainteso ne tanto meno assorto in un silenzio assordante
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categoria:il nervoso, sul proscenio
venerdì, 02 maggio 2008

sedieScrivo aspettando che la mia richiesta di cittadino apolide venga accettata.
Temo di diventare un desaparecido. In questi giorni il Ministero della propaganda c’è andato giù pesante.
L’Italia ha dimostrato quanto vale, quanto pensa,quanto si merita:

PANEM ET CIRCENSES.

Solo i migliori in piazza dei cento mila:
Berlusconi, Amici di Maria, e prossimamente il Pontefice, neo ministro alla famiglia, all’identità e alla conservazione del vecchio.
Il rosso è stato abolito e con esso tutti i colori accesi: solo l’azzurro ha diritto. In conseguenza tutti i colori devono essere più tenui: a simboleggiare l’amore, ad esempio, ci sarà un Beigiolino chiaro (il massimo che ci si possa permettere)

 I campioni non ci sono più, vagano senza testa nella ricerca di qualcuno che si occupi di loro, gli occhi pieni di lacrime di solitudine cercano un abbraccio e comprensione, ma tutti ormai dicono che sono loro che sono persi.
Guarda Nené, Claudio Olinto de Carvalho
la vita è bella perché non è variata: è gustosa, fragrante e croccante

 e come la voce di dentro di De Filippo non ho capito.

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categoria:citazioni, teatro, pensando, il nervoso, il ritorno del medioevo
mercoledì, 02 aprile 2008

La pillola del giorno dopo? Arrangiatevi

PISA. Per la cosiddetta pillola del giorno dopo non c'è obiezione di coscienza che tenga. Non è un farmaco abortivo ma un anticoncezionale e perciò nessun medico può rifiutarsi di prescriverlo. Lo ha ribadito a chiare lettere anche il consiglio regionale toscano appena un mese fa con una delibera che avverte i medici che non fornire la pillola a chi la chiede si configura come un reato: quello di interruzione di pubblico servizio. Ciò nonostante a Pisa ci sono dottori che quella pasticca non la vogliono dare. Adesso rischiano grosso: una sanzione disciplinare dell'azienda sanitaria locale e soprattutto una denuncia alla magistratura. Sono i dottori della guardia medica e del pronto soccorso in cui si sono imbattute due ragazze che, dopo rapporti sessuali a rischio, avevano bisogno di quel tipo di anticoncenzionale. Le loro esperienze - una risale alla vigilia di Pasqua, l'altra alla notte tra mercoledì e giovedì scorso - sono state segnalate all'Asl 5 che ha immediatamente avviato un'indagine interna. La prima storia vede protagonista una studentessa poco più che ventenne.

È la vigilia di Pasqua, la ragazza insieme al fidanzato si reca alla guardia medica del villaggio "I Passi" ma davanti al portone trova un cartello che dice più o meno così: "Presso questo ufficio non viene prescritta la cosiddetta pillola del giorno dopo". «Erano le 2 di notte - racconta la giovane - non potevo trovare né il mio medico né la mia ginecologa. Allora siamo corsi al pronto soccorso ma anche lì ci è stata chiusa la porta in faccia: ci hanno spiegato che avremmo dovuto aspettare le sei di mattina perché il medico di guardia a quell'ora era anche lui un obiettore di coscienza e non ci avrebbe mai prescritto la pillola». Così solo all'alba la ragazza riesce a ricevere il farmaco, per il quale tra l'altro deve pagare un ticket di 25 euro che non sarebbe stato necessario se avesse potuto ottenere la pillola presso la guardia medica. La pillola - come dimostra uno studio dell'Organizzazione mondiale della sanità - è tanto più efficace quanto prima viene assunta. Dieci ore sono un periodo ancora sufficiente a garantire un'efficacia adeguata da parte dell'anticoncezionale. Ma per la ragazza le ore trascorse sono state comunque troppe e la paura continua ad angosciarla. Il secondo caso segnalato all'Asl è di pochi giorni dopo.

Stavolta la ragazza si fa accompagnare da un'amica: arrivano di sera al pronto soccorso dove però c'è una serie di emergenze che hanno la precedenza. Un'infermiera suggerisce alla giovane di fare riferimento alla guardia medica, in modo da non perdere tempo. «Abbiamo telefonato alla guardia medica - ricorda la giovane - ma la risposta è stata agghiacciante: ci hanno risposto di restare pure al pronto soccorso perché tanto lì nessuno dei medici ci avrebbe prescritto la pillola». Anche l'infermiera del Santa Chiara, a quel punto, non ha potuto fare altro che consigliare di attendere o risolvere il problema autonomamente. Un parente, medico, dell'amica, svegliato in piena notte, risolve il problema prima che sia troppo tardi. Sui due episodi l'azienda sanitaria locale ha avviato un'indagine interna. È lo stesso responsabile del servizio Guardie mediche Mauro Maccari a seguirla personalmente. Primo obiettivo è identificare con certezza i medici che si sono rifiutati di prescrivere la pillola e chiarire i vari aspetti della vicenda, a cominciare dal cartello che la ragazza ha visto sulla porta della guardia medica (l'azienda tra l'altro vieta l'apposizione di cartelli se non autorizzati).

C'è un fatto che potrebbe risultare decisivo nella definizione delle responsabilità su quello che è successo. Da poco più di un anno, come ricorda il presidente dell'ordine dei medici di Pisa Giuseppe Figlini, il comitato di bioetica ha introdotto la possibilità di una cosiddetta clausola di coscienza: ovvero - fermo restando che la pillola del giorno non è un farmaco abortivo e perciò appellarsi all'obiezione di coscienza non è consentito - chi proprio non se la sente di prescriverla può non farlo purché metta in condizione il paziente di ottenere quello che chiede nei tempi e nei termini stabiliti. Ma questo presuppone una preventiva comunicazione all'azienda. Nessun medico però - spiegano dall'Asl - ha mai comunicato ufficialmente il suo disagio rispetto a questo tipo di prescrizione né tantomeno si è appellato alla clausola di coscienza.

Da www.iltirreno.repubblica.it, articolo del 01-04-2008



Ormai c'è poco da fare l'italia sta tornando a un medioevo morale.. Che fine ha fatto la fantomatica laicità dello stato e i diritti delle persone?
...e poi dicono che non c'è ingerenza ecclesiastica... A quando le crociate??
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categoria:il nervoso, il ritorno del medioevo
sabato, 15 dicembre 2007

« Dopo la parola romanticismo, la parola più abusata e sbagliata in Italia (in Italia soltanto?) è quella di umorismo. Se fossero realmente umoristi gli scrittori, i libri, i giornali battezzati con questo nome, noi non avremmo nulla da invidiare alla patria di Sterne e di Thackeray o a quella di Gian Paolo e di Heine. Non si potrebbe uscir di casa senza incontrar per la strada due o tre Cervantes e una mezza dozzina di Dickens… Vogliamo solo notare sin da principio che vi è una babilonia confusione nell’interpretazione della voce umorismo. Per il gran numero, scrittore umoristico è lo scrittore che fa ridere:il comico, il burlesco, il satirico, il grottesco, il triviale: -la caricatura, la farsa, l’epigramma, il calembour si battezzano per umorismo: come da un pezzo si costuma di chiamare romantico tutto ciò che vi è di più arcadico e sentimentale, di falso e barocco. Si confonde Paul de Kock con Dickens, e il visconte d’Arlincourt con Victor Hugo.»
Questo notava Enrico Nencioni, già fin dal 1884, in un articolo su la Nuova Antologia intitolato appunto L’Umorismo e gli Umoristi, che fece molto rumore.
Non si può dir veramente che la voce pubblica in tutto questo lasso di tempo, si sia ricreduta. Anche oggi, per il gran numero, scrittore umoristico è lo scrittore che fa ridere. Ma, ripeto, perché in Italia soltanto? Da per tutto!

Si confondono anche altrove la caricatura, la farsa bislacca, il grottesco con l’umorismo.

Il giornalismo, un certo giornalismo si è impadronito della parola, l’ha adottata e, sforzandosi di far ridere più o meno sguajatamente a ogni costo, l’ha divulgata in questo falso senso.

Da "L'Umorismo" di Luigi Pirandello

e meno male che non conosceva ancora Studio Aperto, il Bagaglino e Vacanze di Natale...

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categoria:citazioni, letteratura, il nervoso
lunedì, 03 dicembre 2007

La dimostrazione della morte del Teatro.

Sarò drastico ma a mio avviso è così:
me ne sono definitivamente convinto dopo aver visto

ALDO MORO, UNA TRAGEDIA ITALIANA



di Corrado Augias e Vladimiro Polchi
scene di Gianni Silvesri
luci di Mario Loprevite
musiche di Marcello Panni
regia di Giorgio Ferrara

Con Paolo Bonaccelli.



Un giudizio? Piatto, vuoto. Ero andatto sperando che non fosse ciò che pensassi e invece era proprio come un semplice e banale documentario televisivo:
una voce narrante, brutta copia di Carlo Lucarelli di Blu Notte, didascalizzava materiali d’archivio, comunicati ufficiali delle Br.,scandite da immagini tratte da telegiornali d’epoca e dai film di Bellocchio, Ferrara e Martinelli.
Nel mentre  Bonacelli leggeva le lettere dalla prigionia di Moro, senza convinzione, solo nel finale addentrandosi nel personaggio, in modo superficiale, senza dare particolari chiavi di lettura, senza lasciar riflettere niente. Il tutto sembrava chiuso in una sorta di auto censura, senza rischio, così da prendersi i semplici ma sicuri applausi di circostanza.

No dovrebbe essere questo, si poteva puntare a ben altro: c’era così tanto materiale a disposizione, da evidenziare, da drammatizzare da denunciare da permettere di far arrivare scosse al culo degli spettatori di qualsiasi linea politica e di pensiero; c’era così tanto a disposizione da creare un rischio enorme, qualcosa di cui si sarebbe parlato per tempo, che avrebbe lasciato quel sorriso amaro sui volti, che avrebbe consentito di applaudire con foga e contemporaneamente gridare  “Vaffanculo”.
Invece niente di tutto ciò, è meglio leggere con dizione, oppure fare Sofocle e Pirandello, che i loro rischi se li presero, scuotendo masse, ma che ora seppur spesso attuali son morti da tempo…

                        Che resta del teatro “contemporaneo”?

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categoria:teatro, il nervoso
venerdì, 30 novembre 2007

Terrore, Dio e Democrazia

Firenze - Diceva un noto scrittore del passato, citato già forse troppe volte, che la democrazia è un pessimo sistema di governo, solo che è migliore di qualunque altro modo di governare che l'Uomo abbia mai escogitato.
I terroristi mi stanno veramente antipatici. I terroristi più in voga oggi mi stanno particolarmente sull'anima, perché ritengono di avere ragione per diritto divino. Per essere più preciso, temo tutti quelli che sono convinti di aver ragione su qualsiasi cosa per diritto divino, sia terroristi che non.
Mi fa inc(beep) il rischio di saltare per aria perché un demente con cervello lavato da dementi più intelligenti di lui mi si è seduto accanto e spera di raggiungere il suo paradiso.
Ma sono abituato a fare i conti con la vita, e so perfettamente che la possibilità di morire per un attentato terroristico è infinitissimamente minore di quella di morire investito dai motorini che si fanno un punto di onore nel viaggiare solo contromano, con il silenzio assenso degli addetti al traffico e della giunta fiorentina al completo. Non ho intenzione di darla vinta ai terroristi; loro hanno solo un modo di vincere, quello di terrorizzarci e di farci perdere cio' che ci rende migliori e che ci è costato secoli per costruire: diritti civili e democrazia.
Per non farli vincere, però, non servono le guerre stellari o le leggi speciali; bastano due cose.

Primo: non farsi terrorizzare. Per me è facile, non sono terrorizzato. Bin Laden, propinato per qualche gioco poco pulito dai mass media tra uno sgozzamento di qua ed un guidatore ubriaco assassino di là mi fa solo cambiare canale, e chiedermi quale gioco esattamente stia sotto dietro questo accanimento mediatico. Il problema è che ciascuno deve smettere di avere paura per conto proprio, e questo ovviamente è una decisione personale che io non posso e non vorrei comunque influenzare. Solo, cercate di non farvi influenzare nemmeno da quel particolare tipo di reality show che sono diventati i telegiornali.

Secondo: mantenere i diritti civili. E qui sono spaventato. Perdere i diritti civili, frutto di secoli di lotta, di dolore e di lavoro che hanno cambiato il mondo mi terrorizza proprio. Ma questo non sarebbe colpa dei terroristi, ma della reazione politica delle persone, più o meno cosciente più o meno interessata, più o meno onesta, certamente dannosa per la generalità dei cittadini.

Ma davvero esiste qualcuno che vuole vivere in una società dove i diritti civili possono essere "sospesi" o "cancellati"? Dove esiste un governo, di qualsiasi colore, che puo' farlo per ogni foglia che cade, per ogni criminale sommossa fatta da imbecilli da stadio.
Buttateli in galera con le leggi che ci sono, che bastano ed avanzano, altro che invocare le leggi antiterrorismo tutte le volte che a qualcuno fa comodo. Sono davvero terrorizzato dal sapere che per strada, accanto a me passa spesso un padre di famiglia che crede sia meglio per suo figlio vivere in un mondo dove il governo (ed anche tanti altri) conosce ogni movimento, ogni soldo speso, ogni viaggio, ogni mail ogni telefonata e per sicurezza anche il codice genetico di tutti. Ma siamo impazziti?

Mi fa paura la sua ignoranza, nel senso latino e non offensivo del termine, mi fa inc(beep) la sua colpevole, semplicistica stupidità nei confronti di un giovane uomo che deve affidarsi alle sue scelte, mi terrorizza vivere in un mondo che viene plasmato perlopiù da gente che non si fa domande, che non conosce i problemi perché per pigrizia sceglie di non formarsi un giudizio, e si fa strumentalizzare da politici che pensano di guadagnare un voto in più.

Molti, quasi tutti, hanno anche studiato almeno un po' Campanella, Voltaire ed altri pensatori del passato; già loro si erano espressi chiaramente su potere politico e potere della conoscenza, sul valore della disciplina condivisa e sul pericolo della tirannia, anche se illuminata. Possibile che non ne sia rimasto niente nella coscienza collettiva? Ma allora i pensatori del passato (ma anche quelli del presente) vengono rapidamente cancellati dalla memoria di chi ha studiato. Forse perché non vengono mai invitati da Vespa?

Sembra purtroppo di leggere le cronache della repubblica di Weimar, degli scontenti che cercavano rivincite e che si facevano strumentalizzare da governanti inetti o da geniali esaltati. Oggi, qui in Italia, io, il padre di famiglia incontrato per la strada ed il suo figliolo siamo ricchi. Abbiamo ancora in buona parte dei diritti di cui nel corso della storia solo una minoranza degli uomini ha goduto.

Molti hanno lottato e pagato perchè questi diritti si realizzassero. Negli Stati Uniti questo fatto è più sentito che da noi; laggiù ci sono sempre state molte persone che credono fermamente al postulato che è il governo al servizio del Cittadino, e non il cittadino vassallo del Governo. In questo la Costituzione americana li aiuta. Il diritto degli individui a lottare contro un governo divenuto dispotico vi è scolpito fin dalle prime righe. La nostra costituzione, pur piena di buoni principi, è già figlia di una concezione europea di stato democratico sì, ma sempre un po' paternalistico.
Si esprime con assoluti "stemperati". "Tutti hanno diritto al rispetto assoluto di..... pero' non questo, non in questa occasione e non se questo signore non è d'accordo". Tanto per non lasciare troppe illusioni fin dall'inizio.
La Democrazia non è una eredità ricevuta dai nostri padri che possiamo spendere per vivere di rendita senza preoccuparcene e su cui si possa sempre fare affidamento; è una entità viva, che puo' ammalarsi o morire, come è successo tante volte in passato, perchè ha perso la lotta con altre entità, interne od esterne, che certo democratiche non sono.

Io non ho particolare titolo per parlare di politica e di democrazia, ma esattamente quanto un normale cittadino. Conosco piuttosto bene molte cosette correlate col mio interesse principale, ma sono ignorante come un uomo di strada su quasi tutto il resto. Ingenuo pero' spero di no. Per fortuna mi ricordo ancora parecchio di quanto studiato, magari allora di malavoglia, a scuola. Per esempio l'opinione che, tramite le parole di Azzeccagarbugli a Renzo, il Manzoni esprimeva sulle leggi "esemplari":
"Caso serio, figliuolo; caso contemplato. Avete fatto bene a venir da me. È un caso chiaro, contemplato in cento gride, e... appunto, in una dell'anno scorso, dell'attuale signor governatore. Ora vi fo vedere, e toccar con mano. Così dicendo, s'alzò dal suo seggiolone, e cacciò le mani in quel caos di carte, rimescolandole dal sotto in su, come se mettesse grano in uno staio. - Dov'è ora? Vien fuori, vien fuori. Bisogna aver tante cose alle mani! Ma la dev'esser qui sicuro, perché è una grida d'importanza. Ah! ecco, ecco -. La prese, la spiegò, guardò alla data, e, fatto un viso ancor più serio, esclamò: - il 15 d'ottobre 1627! Sicuro; è dell'anno passato: Grida fresca; son quelle che fanno più paura."
Ne sentite l'eco nelle parole del mezzobustista di turno che illustra la prossima legge urgente che stroncherà i cattivi a prezzo di qualche piccolo sacrificio da parte dei buoni? Non vi fa appunto un po' paura proprio perchè siete cittadini onesti?
Allora siate anche un po' paranoici, che non guasta mai.

Chi parla di leggi speciali risolutive di solito o vuole prendervi in giro o vuole i vostri voti. Forse tutte e due le cose. Roba vecchia in ogni caso, roba già vista, roba pericolosa. Le leggi importanti, quelle che fanno la differenza come la riforma dell'articolo 615 del codice penale e che ai diritti civili fanno male, non si ascoltano alla televisione. Ma questo è un altro discorso. I parlamentari invece si fanno ascoltare volentieri propagandando proposte di leggi eccezionali, spesso inventate al momento sull'onda di fatti di cronaca, ma inutili e pericolose come grida manzoniane. Proprio come Azzeccagarbugli.

Non servono leggi speciali, servono risorse per intelligence ed investigazione dove e quando servono, ben controllate da solidi meccanismi democratici. Fate che per i nostri eletti diventi chiaro che proporre certe eresie non fa guadagnare i voti, li fa perdere. Almeno il nostro.
Facciamogli capire che molti elettori vogliono vedere difesi i diritti civili di tutti, non solo degli indagati e dei pentiti eccellenti. Siate inc(beeeeeep) neri, e tutto questo non permettetelo più.

Marco Calamari, www.punto-informatico.it, 30 novembre 2007
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categoria:il nervoso