mercoledì, 12 dicembre 2007

Non scrivi più
e non ti sento più,
so quel che fai
e un po' ho paura, sai.
Son senza sole
le strade di Rosario,
fa male al cuore
avere un figlio straordinario:
a saperti là
sono orgogliosa e sola,
ma dimenticarti...
è una parola...
bambino mio,
chicco di sale,
sei sempre stato
un po' speciale,
col tuo pallone,
nero di lividi e di botte,
e quella tosse, amore,
che non passava mai la notte;
e scamiciato, davanti al fiume ore e ore,
chiudendo gli occhi,
appeso al cuore.

O madre, madre,
che infinito, immenso cielo
sarebbe il mondo
se assomigliasse a te!
Uomini e sogni
come le tue parole,
la terra e il grano
come i capelli tuoi.

Tu sei il mio canto,
la mia memoria,
non c'è nient'altro
nella mia storia;
a volte sai,
mi sembra di sentire
la "poderosa"
accesa nel cortile:
e guardo fuori:"Fuser,
Fuser è ritornato",
e guardo fuori, e c'è solo il prato.

O madre, madre,
se sapessi che dolore!
Non è quel mondo
che mi cantavi tu:
tu guarda fuori,
tu guarda fuori sempre,
e spera sempre
di non vedermi mai;
sarò quel figlio
che ami veramente,
soltanto e solo
finché non mi vedrai.

Roberto Vecchioni, "Celia de la Serna"
postato da: IlSognoCurioso alle ore 15:48 | Permalink | commenti (1)
categoria:musica
venerdì, 16 novembre 2007
Come l'anno scorso, Anche quest'anno...

Sardinian Jazz Expo

(cliccate sull'immagine per leggerla)

...Per un paio di giorni, non cercatemi, non esisto...








(Nelle foto: Dee Dee Bridgewater, Paolo Fresu, Stefano Bollani & Enrico Rava Duo, Sergent Garcia)

                                                  ...Jazz into my Soul...
postato da: IlSognoCurioso alle ore 16:49 | Permalink | commenti (1)
categoria:musica
mercoledì, 07 novembre 2007


E' quello che sai che ti uccide o è quello che non sai
a mentire alle mani, al cuore, ai reni
lasciandoti fottere forte
per spingerti i presagi
via dal cuore su in testa, sopprimerli
non sai
non sai
che l'amore è una patologia
saprò come estirparla via
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
Eroe del mio inferno privato
se in giro d routin
indossi il vuoto con classe
è tutto ciò ke avrai
perchè quando il dolore è più grande
poi non senti più
e per sentirti vivo
ti ucciderò
ti ucciderò
vedrai
vedrai se il mio amore è una patologia saprò come estirparla via
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
lo sò
lo sò che il mio amore è una patologia vorrei che mi uccidesse ora

testo: Afterhours, Cisono molti modi;
foto: Salvatore Garau, "Conchiglia" (1986)
postato da: IlSognoCurioso alle ore 22:47 | Permalink | commenti (2)
categoria:citazioni, musica, sul proscenio
domenica, 04 novembre 2007
Io sono
un uomo nuovo
talmente nuovo che è da tempo che non sono neanche più fascista
sono sensibile e altruista
orientalista
ed in passato sono stato
un po' sessantottista
da un po' di tempo ambientalista
qualche anno fa nell'euforia mi son sentito
come un po' tutti socialista.

Io sono
un uomo nuovo
per carità lo dico in senso letterale sono progressista
al tempo stesso liberista
antirazzista
e sono molto buono
sono animalista
non sono più assistenzialista
ultimamente sono un po' controcorrente
son federalista.

Il conformista
è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta,
il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa
è un concentrato di opinioni
che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani
e quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire
forse da buon opportunista
si adegua senza farci caso e vive nel suo paradiso.

Il conformista
è un uomo a tutto tondo che si muove senza consistenza,
il conformista s'allena a scivolare dentro il mare della maggioranza
è un animale assai comune
che vive di parole da conversazione
di notte sogna e vengon fuori i sogni di altri sognatori
il giorno esplode la sua festa
che è stare in pace con il mondo
e farsi largo galleggiando
il conformista
il conformista.

Io sono
un uomo nuovo
e con le donne c'ho un rapporto straordinario sono femminista
son disponibile e ottimista
europeista
non alzo mai la voce
sono pacifista
ero marxista-leninista
e dopo un po' non so perché mi son trovato
cattocomunista.

Il conformista
non ha capito bene che rimbalza meglio di un pallone
il conformista aerostato evoluto
che è gonfiato dall'informazione
è il risultato di una specie
che vola sempre a bassa quota in superficie
poi sfiora il mondo con un dito e si sente realizzato,
vive e questo già gli basta
e devo dire che oramai
somiglia molto a tutti noi
il conformista
il conformista.

Io sono
un uomo nuovo
talmente nuovo che si vede a prima vista sono il nuovo conformista.
Giorgio Gaber, Il Conformista

postato da: IlSognoCurioso alle ore 18:16 | Permalink | commenti (2)
categoria:musica, il nervoso
venerdì, 26 ottobre 2007

Finalmente riprendo a postare
L’adsl e arrivata anche nella nuova casa e ciò vuol dire che si riaprono i miei collegamenti con il mondo, visto che non guardo tv e il mio cellulare e quasi perennemente scarico in modo da non poter sapere cosa succede 20 metri oltre il mio naso.
Questa potrebbe sembrare una scusa, e forse lo è, visto che un po’ di isolamento comunque in questo periodo lo cerco.
Cosa è successo di nuovo? Praticamente niente, teoricamente invece niente, curioso…
Studio poesia italiana del novecento, letteratura francese e leggo Rimbaud e il Milione di Marco Polo che forse è la volta buona che lo finisco.
Mi sveglio ogni giorno con una canzone diversa in testa senza un perché, l’altro ieri era “Passe en Casa” dei Tribalista, ieri “Maria nella bottega del falegname” di De André e oggi è questa colonna di un film a cui sono particolarmente legato affettivamente: Lady Vendetta.
Non so come si chiami il brano, ma visto che lo beccato su you tube, lo carico qui.



PUNTO.

postato da: IlSognoCurioso alle ore 12:35 | Permalink | commenti (4)
categoria:musica, cinema, letteratura, nel web, sul proscenio
venerdì, 05 ottobre 2007

Ho sonno seduto sul molo,

Dormirò,

tanto stanotte la nave non giungerà.

Lo so che è tardi per guardare il mare

ed è presto per vederlo albeggiare:

Che strana idea aspettare chi non è mai partito,

sconosciuti che non mi hanno mai visto:

Patetico!

Eppure scorre e dondola,

calmo e quiete, e niente

mi ferma dal chiudere gli occhi;

tanto son certo del mio divagare

 che non porterà con se nulla,

Come un grido senza voce

di sorda confusione.

 

“Non c’è due senza tre”

Lo sapeva bene anche Cristo:

cadde ben tre volte, e ogni volta si rialzava,

affianco la Veronica, benevola, che stampava sangue e lacrime

su tela, di quella smorfia di dolore trattenuto.

Pirandello era ateo ma credeva che Dio

Fosse l’Umanità stessa, nel senso più profondo

 

Io so soltanto che ho visto croci, mani chiuse a pugno

Aperte solo con la forza dei chiodi a trapasso,

punte di lance che restano tra due costole

ferendo il respiro, e ogni tanto, le notti,

mi sento anch’io figlio di un Cristo.

 

 

Apparso all’improvviso nel vuoto della notte del traffico mi chiese se volevo sapere il futuro,

spaventato ho risposto di no, mi disse che avrei saputo qualcosa di positivo:

Compassione da spingere a mentire? O forse sa benissimo anche lui, che al giorno d’oggi ci sono troppe variabili per ciò che sarà il futuro perché possa bastare una linea tracciata alla nascita sul palmo della mano destra: quella per giurare.

"Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi
solo i sogni che non fanno svegliare".

"Sì. Vostro Onore, ma li voglio più grandi."

"C'è lì un posto, lo ha lasciato tuo padre.
Non dovrai che restare sul ponte
e guardare le altre navi passare
le più piccole dirigile al fiume
e più grandi sanno già dove andare."

Così son diventato mio padre
ucciso in un sogno precedente
il tribunale mi ha dato fiducia
assoluzione e delitto lo stesso movente.

E ora Berto, figlio della Lavandaia,
compagno di scuola, preferisce imparare
a contare sulle antenne dei grilli
non usa mai bolle di sapone per giocare;
seppelliva sua madre in un cimitero di lavatrici
avvolta in un lenzuolo quasi come gli eroi;
si fermò un attimo per suggerire a Dio
di continuare a farsi i fatti suoi
e scappò via con la paura di arrugginire
il giornale di ieri lo dà morto arrugginito,
i becchini ne raccolgono spesso
fra la gente che si lascia piovere addosso.

Ho investito il denaro e gli affetti
banca e famiglia danno rendite sicure,
con mia moglie si discute l'amore
ci sono distanze, non ci sono paure,
ma ogni notte lei mi si arrende più tardi
vengono uomini, ce n'è uno più magro,
ha una valigia e due passaporti,
lei ha gli occhi di una donna che pago.

Commissario io ti pago per questo,
lei ha gli occhi di una donna che è mia,
l'uomo magro ha le mani occupate,
una valigia di ciondoli, un foglio di via.

Non ha più la faccia del suo primo hashish
è il mio ultimo figlio, il meno voluto,
ha pochi stracci dove inciampare
non gli importa d'alzarsi, neppure quando è caduto:
e i miei alibi prendono fuoco
il Guttuso ancora da autenticare
adesso le fiamme mi avvolgono il letto
questi i sogni che non fanno svegliare.

Vostro Onore, sei un figlio di troia,
mi sveglio ancora e mi sveglio sudato,
ora aspettami fuori dal sogno
ci vedremo davvero,
io ricomincio da capo.

Fabrizio De André, La canzone del padre

postato da: IlSognoCurioso alle ore 10:52 | Permalink | commenti (1)
categoria:musica, pensando, sul proscenio
mercoledì, 13 giugno 2007

“The sound of silence”
(Il suono del silenzio)

Hello darkness, my old friend,
I’ve come to talk with you again,
Because a vision softly creeping,
Left it’s seeds while I was sleeping,
And the vision that was planted in my brain
Still remains
Within the sound of silence.

In restless dreams I walked alone
Narrow streets of cobblestone,
’neath the halo of a street lamp,
I turned my collar to the cold and damp
When my eyes were stabbed by the flash of
A neon light
That split the night
And touched the sound of silence.

And in the naked light I saw
Ten thousand people, maybe more.
People talking without speaking,
People hearing without listening,
People writing songs that voices never share
And no one deared
Disturb the sound of silence.

Fools said i,you do not know
Silence like a cancer grows.
Hear my words that I might teach you,
Take my arms that I might reach you.
But my words like silent raindrops fell,
And echoed
In the wells of silence

And the people bowed and prayed
To the neon God they made.
And the sign flashed out it’s warning,
In the words that it was forming.
And the signs said, the words of the prophets
Are written on the subway walls
And tenement halls.
And whisper’d in the sounds of silence.

Simon & Garfunkel


Salve oscurità, mia vecchia amica
ho ripreso a parlarti ancora
perchè una visione che fa dolcemente rabbrividire
ha lasciato in me i suoi semi mentre dormivo
e la visione che è stata piantata nel mio cervello
ancora persiste
nel suono del silenzio
Nei sogni agitati io camminavo solo
attraverso strade strette e ciottolose
nell'alone della luce dei lampioni
sollevando il bavero contro il freddo e l'umidità
quando i miei occhi furono colpiti dal flash di una luce al neon
che attraversò la notte
e toccò il suono del silenzio

E nella luce pura vidi
migliaia di persone, o forse più
persone che parlavano senza emettere suoni
persone che ascoltavano senza udire
persone che scrivevano canzoni che le voci non avrebbero mai cantato
e nessuno osava, disturbare il suono del silenzio

"Stupidi" io dissi, "voi non sapete
che il silenzio cresce come un cancro
ascoltate le mie parole che io posso insegnarvi,
aggrappatevi alle mie braccia che io posso raggiungervi"
Ma le mie parole caddero come gocce di pioggia,
e riecheggiarono, nei pozzi del silenzio

e la gente si inchinava e pregava
al Dio neon che avevano creato.
e l'insegna proiettò il suo avvertimento,
tra le parole che stava delineando.
e l'insegna disse "le parole dei profeti
sono scritte sui muri delle metropolitane
e sui muri delle case popolari."
E sussurrò nel suono del silenzio

postato da: IlSognoCurioso alle ore 20:50 | Permalink | commenti (3)
categoria:musica, pensando
martedì, 12 giugno 2007
postato da: IlSognoCurioso alle ore 09:54 | Permalink | commenti (1)
categoria:musica, pensando, nel web, tornando ad itaca