mercoledì, 21 novembre 2007
Oggi non ho voglia di scrivere, quindi prenderò in prestito post altrui:


Il lato oscuro fa dire cazzate


vignetta di commento su quanto asserito dall'Imperatore Palpatine, alias il Papa, sulla diffusione di aids nel continente nero.


Questa viene dal blog "imbarazzante" di Segolas (spero non me ne voglia male per questa presa in prestito..)


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categoria:citazioni, nel web, il nervoso
venerdì, 26 ottobre 2007

Finalmente riprendo a postare
L’adsl e arrivata anche nella nuova casa e ciò vuol dire che si riaprono i miei collegamenti con il mondo, visto che non guardo tv e il mio cellulare e quasi perennemente scarico in modo da non poter sapere cosa succede 20 metri oltre il mio naso.
Questa potrebbe sembrare una scusa, e forse lo è, visto che un po’ di isolamento comunque in questo periodo lo cerco.
Cosa è successo di nuovo? Praticamente niente, teoricamente invece niente, curioso…
Studio poesia italiana del novecento, letteratura francese e leggo Rimbaud e il Milione di Marco Polo che forse è la volta buona che lo finisco.
Mi sveglio ogni giorno con una canzone diversa in testa senza un perché, l’altro ieri era “Passe en Casa” dei Tribalista, ieri “Maria nella bottega del falegname” di De André e oggi è questa colonna di un film a cui sono particolarmente legato affettivamente: Lady Vendetta.
Non so come si chiami il brano, ma visto che lo beccato su you tube, lo carico qui.



PUNTO.

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categoria:musica, cinema, letteratura, nel web, sul proscenio
martedì, 12 giugno 2007
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categoria:musica, pensando, nel web, tornando ad itaca
martedì, 20 febbraio 2007
"L'emergenza è una cultura di guerra che riduce i fenomeni criminali a fenomeni esclusivamente polizieschi e giudiziari, cancellandone cause e radici culturali, sociali, storiche e le relative implicazioni politiche.
L'emergenza è una cultura eversiva perché sovverte lo stato di diritto.
Dello stato di diritto scompare già la prima regola, secondo la quale chi fa le regole e chi le applica sono soggetti - persone ed organi - diversi.
E siccome il nemico è il male assoluto, il fine della sua distruzione è il bene assoluto, l'emergenza è una giustizia e una politica al di fuori dello spazio e del tempo, non più relativa, ma riflesso di una verità assoluta.
L'onere della prova s'inverte: non spetta a chi accusa ma a chi si difende.
L'ipotesi della responsabilità diventa un teorema che cerca dimostrazione, però, se non la trova, il teorema diventa dogma, cioè prova di se stesso.

"Colpa di autore" la chiamavano un tempo: il risultato dell'equazione è dato, a prescindere dai suoi termini. La prova non precede più l'accusa, ma la segue. Il sospetto diventa indizio e l'indizio diventa prova.

Il campo dei sospetti non è in alcun modo definibile e delimitabile. Si restringe e si allarga indefinitamente, secondo gli atteggiamenti mentali, gli stati d'animo, i sentimenti, le emozioni, perfino le disposizioni contingenti di chi li formula, essendo ciascuna persona diversa da ciascun'altra ed anche da se stessa in momenti diversi. Se un soggetto è un criminale, si può sospettare che il parente, l'amico, sia un criminale e sulla base del sospetto, secondo la necessità propria dello stato di emergenza di poter perseguire ogni sospetto, costruire un teorema accusatorio da dimostrare necessariamente, raccogliendo gli indizi necessari alla dimostrazione.

Ma un teorema basato sul sospetto diventa dimostrazione, prova di se stesso.
Un nome, una parentela, una carica, qualunque cosa uno faccia o non faccia, dica o non dica, tutto e il contrario di tutto, può essere un sospetto.
Per questo nello stato di emergenza non è più tollerata la privacy. La privacy ostacola la costruzione del teorema accusatorio.
Come difenderti se qualunque discolpa balbetti l'accusa è un'altra e un'altra ancora, ci sarà pure una colpa, una piccola colpa, sepolta da qualche parte dentro di te, sebbene non ti ricordi. Anche se non ricordi, ci sono molti, troppi indizi raccolti.
Il fatto stesso che cercavi di ostacolare la raccolta degli indizi a tuo carico cifrando la tua connessione a internet, il fatto che cifravi i tuoi dati... L'autore del crimine non puoi essere che tu.

Colpa d'autore appunto.
A questo porterà la fine della privacy."


Tratto dal forum della rubrica di Marco Calamari su "
Punto-Informatico.it"
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categoria:citazioni, nel web, il nervoso
lunedì, 19 febbraio 2007

da Repubblica.it

Crescono le quotazioni dell'artista di Bristol e c'è chi ha pensato di "scalpellarle" e rivenderle
Intanto le ferrovie cancellano le sue creazioni dal metrò ("atti vandalici"). E i fan insorgono

Pezzi di graffiti rubati all'asta su eBay
chi vende un Banksy trova un tesoro


Un'opera di Bansky

LONDRA - C'è chi considera i suoi graffiti come opere d'arte di culto, tanto da staccarle dai muri della capitale britannica e metterle in vendita su eBay per decine di migliaia di sterline. E chi invece li vede come semplici atti di vandalismo, tanto da coprirli con uno spesso strato di vernice in nome del decoro e della praticità. Parliamo di Banksy, l'artista-graffitaro britannico diventato famoso con le sue creazioni di protesta anti-establishment. Opere dissacranti, che mettono in luce l'assurdità del mondo contemporaneo, e che continuano a dividere anche ora che le quotazioni artistiche del loro papà sono salite alle stelle.

Qualcuno ha fiutato il business e ha cominciato a rubarle dai muri londinesi per rivenderle care, sulla scia del successo delle recenti aste delle opere dell'artista, che hanno fruttato parecchio. L'ultimo caso è quello di Gloucester Gardens, a Paddington, che ospitava una delle creazioni più famose di Banksy, amatissima dai residenti: un ratto che fa rimbalzare una pallina, ritratto proprio sotto un cartello che intima "Vietato giocare a palla". L'opera, diventata uno dei punti d'attrazione della zona, è stata sottratta con tanto di muro ed è finita all'asta su eBay per 20.000 sterline, suscitando lo sdegno di tutto il quartiere londinese e della comunità degli artisti. Segno dei tempi, ma anche riconoscimento del nuovo status internazionale di colui che un tempo era un artista di strada locale, icona della controcultura.

Eppure la sua fama non è bastata a salvare un'altra delle sue creazioni-simbolo: una scimmietta che sta per far saltare in aria un mucchio di banane, che ornava le porte del sottopassaggio di Leake Street, sotto il terminal di Waterloo. L'opera è sparita, coperta da uno strato di vernice color magnolia, apposto dalle ferrovie. Che hanno ammesso candidamente: "Non vogliamo graffiti sulle nostre proprietà e li rimuoveremo tutti". Anche questa volta la comunità è insorta, accusando le ferrovie di "vandalismo aziendale".

Le proteste dei numerosissimi fan qualche effetto lo hanno avuto. Sono riuscite a far togliere da eBay l'opera rubata dai Gloucester Gardens, rimossa dopo una valanga di lettere contro la casa d'aste virtuale. E anche se per la scimmietta di Waterloo era ormai troppo tardi, hanno strappato alle ferrovie la promessa di essere più caute in futuro, in modo da salvare i graffiti di Banksy e venderli per beneficenza. Su questo aspetto, se non sul valore artistico, la compagnia si è dimostrata sensibile. Del resto, la settimana scorsa sei pezzi dell'artista sono stati acquistati all'asta per 372.000 sterline, oltre mezzo milione di euro.
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categoria:citazioni, nel web, il nervoso
martedì, 13 febbraio 2007

Enry mi ha rivelato l’apertura di

 

Non ho parole per commentarlo… come definirlo? Incredibile? Grottesco? Senza parole…
Prima esistevano i numeri “Zitto e godi”, ora? Questo sito come può essere definito? “Cliccamela tutta?”

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categoria:nel web, il nervoso
martedì, 03 ottobre 2006
Negli scorsi giorni ho scoperto un po' il sito di Aljazeera:
devo ammettere che ero partito prevenuto nei suoi comfronti, invece si è dimostrata una testata decisamente migliore della maggior parte di quelle "Libere" e "Indipendenti" italiane...
Son sempre statto un appassionato della satira e dell'ironia e scoprire che nel loro sito ci sia anche uno spazio a dei bellissimi Cartoons dotati di una imediatezza enorme gli ha dato anche un valore aggiunto...
Io ve lo consiglio e lo linko:
http://english.aljazeera.net/HomePage

Visitatelo!
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categoria:nel web, il nervoso
mercoledì, 02 agosto 2006

Per chi piace la galera.

 

“CAGLIARI - E' durata solo qualche ora la libertà di due detenuti sardi usciti ieri poco prima delle 18, grazie all'indulto, dal carcere di Macomer. Per festeggiare la scarcerazione hanno deciso di entrare in un bar poco distante ma, dopo avere abbondato con l'alcol, hanno attirato l'attenzione degli agenti di una pattuglia della Polizia di Stato che alla richiesta delle generalità si sono visti aggredire. Così i due ex carcerati sono stati nuovamente arrestati, poco prima delle 23, con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, minacce, violenza e danneggiamento. I due, Massimiliano Formula, di 32 anni, di Sassari, e Raimondo Muntoni, di 28, di Tula, usciti dall'istituto di pena hanno raggiunto un bar centrale di Macomer dove hanno deciso di festeggiare l'evento ma dopo le 20 alla vista di un'auto della Polizia avrebbero insultato gli agenti che, scesi dal mezzo, hanno chiesto loro i documenti. Al loro rifiuto è seguito l'invito per un controllo in Commissariato. La reazione è stata violenta con pugni e calci contro gli agenti che ne hanno fermato uno mentre, poco dopo, sono giunti anche i carabinieri che hanno arrestato anche l'altro scarcerato. I due sono stati rinchiusi nel penitenziario di Oristano in attesa del processo con rito direttissimo.”

www.ansa.it

e si, bisogna dire che è proprio un record, oltre al danno anche la beffa

si sconsteranno la pena nuova e ciò che resta…

Per chi piace la galera, per chi gode del fresco nella canicola dell’estate…

Un indulto con criterio per svuotare le carceri per un po’ di tempo: il tempo necessario a passare la scopa e rifare il letto…

 

…peccato che chi è riuscito a non entrare in carcere è restato bello pulito con l’indulto giunto per posta a domicilio…

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