sabato, 03 maggio 2008
è una questione di abitudine a non spiegare, al silenzio,
così si arriva alla non curanza, all'incomprensione.
e uno poi ci si abitua e va oltre e perde pezzi.
Voglio vomitare parole, esser logorroico anche se avrei bisogno di un logopedista,
ma non voglio ne esser frainteso ne tanto meno assorto in un silenzio assordante
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categoria:il nervoso, sul proscenio
giovedì, 03 gennaio 2008

Lasciatemi fare a modo mio,
Altri promulghino leggi, io non voglio curarmi delle leggi,
Altri incensino gli uomini insigni e sostengano la pace, io sostengo la sommossa e il conflitto,
Non lodo nessuna eminenza, biasimo apertamente chi fu stimato il più degno.

(Chi sei? Di che ti sei reso colpevole segretamente per tutta la vita?
Ti sottrarrai tutta la vita? Tutta la vita razzolando e ciarlando?
E chi sei tu che blateri a memoria anni, pagine, lingue, ricordi,
Nemmeno oggi sapendo che non sai come pronunciare correttamente una sola parola?)

Completino gli altri gli esemplari, io non completo mai gli esemplari,
Do loro l’avvio secondo leggi che non decadono, come fa la Natura, sempre fresche e moderne.

Io non chiedo doveri,
Quelli che gli altri impongono, li do come impulsi vitali
(Darei come doveri i movimenti del cuore?)

Altri risolvano problemi, io non risolvo nulla, io sollevo domande cui non si può rispondere,
Chi sono quelli che vedo e che tocco, e che dire di loro?
Che dire di questi miei simili che mi accostano con teneri modi diretti e indiretti?

Invito la gente a diffidare dei resoconti dei miei amici, si ascoltino invece i miei nemici, come fo io,
Vi chiedo una volta per tutte di respingere chi vuole spiegarmi, perché nemmeno io posso spiegarmi,
Vi chiedo che non venga fondata su di me alcuna scuola o teoria,
Vi chiedo di lasciar liberi tutti, come io ho lasciato liberi tutti.

Dietro di me, in prospettiva!
Oh, mi rendo conto che la vita non è breve, ma enormemente lunga,
E d’ora in poi percorrerò il mondo castamente e sobriamente, uno che s’alza presto, un coltivatore giudizioso,
Ogni ora è il seme di secoli, e di secoli ancora.

Devo seguire queste continue lezioni dell’aria, dell’acqua e della terra,
Mi accorgo che non ho tempo da perdere.

(da “io e i miei”, 1881, Walt Whitman)

 
Inizia un nuovo anno, nuove prospettive, altre aspettative.
Alcune si sa già di partenza che non si raggiungeranno, ma è bene ripetersele come spinta
“puntare al massimo per ottenere almeno il minimo”
I miei capelli lunghi sono stati già tagliati, ora spetta a tutto il resto.
Cambieranno situazioni, approcci, visuali, sicuramente anch’io, ma spero in meglio
O almeno l’idea di partenza è quella

caillebotte, floor scraper, variant

 
Para mi solo recorer los caminos que tienen corazòn, cualquier camino que tenga corazòn.
Por ahì yo recorro, y la ùnica prueba que vale es atraversar todo su largo.
Y por ahì yo recorro mirando, mirando, sin aliento.

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categoria:citazioni, letteratura, sul proscenio
mercoledì, 28 novembre 2007

Tra il bene e il male.
Risposte di circostanza. Non si tratta d’altro. In fondo se uno me lo chiede non riesco a dirlo veramente come sto. Anche quando uno sta male, nell’ammetterlo si sente ancora più una merda,e come posso dire che sto male?! Basta che mi guardi attorno, forse il problema è che sto sin troppo bene

Quindi “Dario, come stai?”
        “bene grazie, tu?”

             La leggerezza pesante di un niente sulle spalle.

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categoria:sul proscenio
martedì, 20 novembre 2007
Si sta come, d'autunno, sugli alberi, le foglie. Se non esplicito il titolo il senso cambia.
Non son soldato, non son passato,
Il dolore più grande di una guerra è la malinconia, la nostalgia, l'attesa di una fine che non arriva.
Non son soldato, non son passato,
Chiedersi il motivo non porta a niente, andare a vanti e sulla propria strada.
Non son soldato, non son passato.
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categoria:letteratura, università, sul proscenio
mercoledì, 07 novembre 2007


E' quello che sai che ti uccide o è quello che non sai
a mentire alle mani, al cuore, ai reni
lasciandoti fottere forte
per spingerti i presagi
via dal cuore su in testa, sopprimerli
non sai
non sai
che l'amore è una patologia
saprò come estirparla via
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
Eroe del mio inferno privato
se in giro d routin
indossi il vuoto con classe
è tutto ciò ke avrai
perchè quando il dolore è più grande
poi non senti più
e per sentirti vivo
ti ucciderò
ti ucciderò
vedrai
vedrai se il mio amore è una patologia saprò come estirparla via
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
lo sò
lo sò che il mio amore è una patologia vorrei che mi uccidesse ora

testo: Afterhours, Cisono molti modi;
foto: Salvatore Garau, "Conchiglia" (1986)
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categoria:citazioni, musica, sul proscenio
venerdì, 26 ottobre 2007

Finalmente riprendo a postare
L’adsl e arrivata anche nella nuova casa e ciò vuol dire che si riaprono i miei collegamenti con il mondo, visto che non guardo tv e il mio cellulare e quasi perennemente scarico in modo da non poter sapere cosa succede 20 metri oltre il mio naso.
Questa potrebbe sembrare una scusa, e forse lo è, visto che un po’ di isolamento comunque in questo periodo lo cerco.
Cosa è successo di nuovo? Praticamente niente, teoricamente invece niente, curioso…
Studio poesia italiana del novecento, letteratura francese e leggo Rimbaud e il Milione di Marco Polo che forse è la volta buona che lo finisco.
Mi sveglio ogni giorno con una canzone diversa in testa senza un perché, l’altro ieri era “Passe en Casa” dei Tribalista, ieri “Maria nella bottega del falegname” di De André e oggi è questa colonna di un film a cui sono particolarmente legato affettivamente: Lady Vendetta.
Non so come si chiami il brano, ma visto che lo beccato su you tube, lo carico qui.



PUNTO.

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categoria:musica, cinema, letteratura, nel web, sul proscenio
venerdì, 05 ottobre 2007

Ho sonno seduto sul molo,

Dormirò,

tanto stanotte la nave non giungerà.

Lo so che è tardi per guardare il mare

ed è presto per vederlo albeggiare:

Che strana idea aspettare chi non è mai partito,

sconosciuti che non mi hanno mai visto:

Patetico!

Eppure scorre e dondola,

calmo e quiete, e niente

mi ferma dal chiudere gli occhi;

tanto son certo del mio divagare

 che non porterà con se nulla,

Come un grido senza voce

di sorda confusione.

 

“Non c’è due senza tre”

Lo sapeva bene anche Cristo:

cadde ben tre volte, e ogni volta si rialzava,

affianco la Veronica, benevola, che stampava sangue e lacrime

su tela, di quella smorfia di dolore trattenuto.

Pirandello era ateo ma credeva che Dio

Fosse l’Umanità stessa, nel senso più profondo

 

Io so soltanto che ho visto croci, mani chiuse a pugno

Aperte solo con la forza dei chiodi a trapasso,

punte di lance che restano tra due costole

ferendo il respiro, e ogni tanto, le notti,

mi sento anch’io figlio di un Cristo.

 

 

Apparso all’improvviso nel vuoto della notte del traffico mi chiese se volevo sapere il futuro,

spaventato ho risposto di no, mi disse che avrei saputo qualcosa di positivo:

Compassione da spingere a mentire? O forse sa benissimo anche lui, che al giorno d’oggi ci sono troppe variabili per ciò che sarà il futuro perché possa bastare una linea tracciata alla nascita sul palmo della mano destra: quella per giurare.

"Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi
solo i sogni che non fanno svegliare".

"Sì. Vostro Onore, ma li voglio più grandi."

"C'è lì un posto, lo ha lasciato tuo padre.
Non dovrai che restare sul ponte
e guardare le altre navi passare
le più piccole dirigile al fiume
e più grandi sanno già dove andare."

Così son diventato mio padre
ucciso in un sogno precedente
il tribunale mi ha dato fiducia
assoluzione e delitto lo stesso movente.

E ora Berto, figlio della Lavandaia,
compagno di scuola, preferisce imparare
a contare sulle antenne dei grilli
non usa mai bolle di sapone per giocare;
seppelliva sua madre in un cimitero di lavatrici
avvolta in un lenzuolo quasi come gli eroi;
si fermò un attimo per suggerire a Dio
di continuare a farsi i fatti suoi
e scappò via con la paura di arrugginire
il giornale di ieri lo dà morto arrugginito,
i becchini ne raccolgono spesso
fra la gente che si lascia piovere addosso.

Ho investito il denaro e gli affetti
banca e famiglia danno rendite sicure,
con mia moglie si discute l'amore
ci sono distanze, non ci sono paure,
ma ogni notte lei mi si arrende più tardi
vengono uomini, ce n'è uno più magro,
ha una valigia e due passaporti,
lei ha gli occhi di una donna che pago.

Commissario io ti pago per questo,
lei ha gli occhi di una donna che è mia,
l'uomo magro ha le mani occupate,
una valigia di ciondoli, un foglio di via.

Non ha più la faccia del suo primo hashish
è il mio ultimo figlio, il meno voluto,
ha pochi stracci dove inciampare
non gli importa d'alzarsi, neppure quando è caduto:
e i miei alibi prendono fuoco
il Guttuso ancora da autenticare
adesso le fiamme mi avvolgono il letto
questi i sogni che non fanno svegliare.

Vostro Onore, sei un figlio di troia,
mi sveglio ancora e mi sveglio sudato,
ora aspettami fuori dal sogno
ci vedremo davvero,
io ricomincio da capo.

Fabrizio De André, La canzone del padre

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categoria:musica, pensando, sul proscenio
lunedì, 03 settembre 2007

E poi dicono che i turisti siano le persone più calme e tranquille…
Non avete idea di cosa si possa incontrare in un parcheggio sul mare ad Agosto!! L’apoteosi dell’inciviltà e delle pretese assurde..

“ma ho pagato il parcheggio a Cabras (30 km più a sud) e ora, perché qui a San Vero non è valido?”
“io il parcheggio non lo pago perché all’isola di mal di ventre (area marina protetta) non c’è neanche un ristorante o un negozio”
“pretendo che lei ora mi restituisca i soldi del parcheggio perché c’è vento in spiaggia”
(la signora è stata liquidata con “stia tranquilla ora stanno andando i pescatori a largo a mettere reti frangivento”)

Per non parlare della quarantacinquenne che con la scusa che io controlli il tagliando del parcheggio ci prova spudoratamente e mi struscica a dosso, o del collega licenziato il giorno di ferragosto perche sbronzo- in after dalla notte precedente, che mi ha costretto a lavorare per due persone …

Vabbé, tutto sommato c’è stato da ridere e da lavorare
Per quest’anno è finita
Ora le mie ferie saranno il non avere ferie
tornare alla mia vita e rivedere le persone a cui più tengo


                                                  “faccio un ultimo giro di avvisi e arrivo”

postato da: IlSognoCurioso alle ore 08:17 | Permalink | commenti (1)
categoria:mare, sul proscenio, tornando ad itaca