Inoltre la disponibilità di combustibile nucleare è più scarsa del petrolio.
Infatti ai ritmi attuali di consumo ci sarebbe uranio solo per pochi decenni. Se dovesse aumentare il consumo nel giro di vent'anni le centrali nucleari si fermerebbero per mancanza di combustibile. Si rischia che quandole future centrali italiane entreranno in produzione(nel 2020) non ci siapiù materiale per alimentarle. L'Italia perderebbe così l'ennesimo treno, perché mentre gli altri paesi si mobilitano per intraprendere strade che puntano sulla razionalizzazione il risparmio energetico e le fonti rinnovabili da noi vengono investiti miliardi in tecnologie che gli altri cercano di abbandonare. Il nucleare porterà vantaggi alle solite grosse aziende (Enel, Eni ecc.)che aumenteranno i profitti grazie alla vendita di energia mentre gli oneri (stoccaggio delle scorie, sicurezza dei siti ecc)saranno pagati dallo stato ossia da noi cittadini.
In Sardegna c'è un motivo in più per opporsi al nucleare.
Infatti il criterio più importante che viene considerato nella scelta dei siti di stoccaggio delle scorie radioattive è quello della sicurezza sismica.
Qui è possibile vedere la carta del rischio sismico dell'Italia elaborata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Basta dare uno sguardo alla carta per vedere subito che l'unico territorio perfettamente al sicuro dai terremoti è la Sardegna, il che rende la nostra terra come il candidato numero uno per la creazione di siti di stoccaggio. Se il nucleare va avanti per l'ennesima volta la Sardegna sarà trattata come una colonia e verrà utilizzata come terra dove seppellire scorie radioattive che rimarranno pericolose per migliaia di anni. Non esistono siti di stoccaggio sicuri e tutti i Sardi che nasceranno da qui a 20.000 anni vivranno nel pericolo costante della contaminazione.
Fate girare questa nota. È importante che la gente sappia che con il rilancio del nucleare la Sardegna rischia di diventare la pattumiera nucleare dell'Italia.
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