venerdì, 14 marzo 2008

La linea
vaporosa muore
al lontano cerchio del cielo

Picchi di tacchi picchi di mani
e il clarino ghirigori striduli
e il mare è cenerino
trema dolce inquieto
come un piccione

A poppa emigranti soriani ballano

A prua un giovane è solo

Di sabato sera a quest’ora
ebrei
laggiù
portano via
i loro morti
nell’imbuto di chiocciola
tentennamenti
di vicoli
di lumi

Confusa acqua
come il chiasso di poppa che odo
dentro l’ombra
del
sonno
( Giuseppe Ungaretti, dall'Allegria nell'edizione definitiva del 1931)


Bella, una poesia emblematica ricca di simboli e evocazioni nascoste, evoluzione di quella "Paesaggio d'Alessandria d'Egitto" e delle "Nebbie", poesie disperse, pubblicate su Lacerba tra il 1914 e il 1915.
Lei non nota una similarità tematica, di certo voluta, con "Salut" di Mallarmé?
Bhe certo, altra poesia bellissima, ma vorrei chiederle un parere:
Professoressa contessa Sanjust che ne pensa di "Un sogno di un curioso" di Baudelaire?
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categoria:citazioni, letteratura, università
martedì, 20 novembre 2007
Si sta come, d'autunno, sugli alberi, le foglie. Se non esplicito il titolo il senso cambia.
Non son soldato, non son passato,
Il dolore più grande di una guerra è la malinconia, la nostalgia, l'attesa di una fine che non arriva.
Non son soldato, non son passato,
Chiedersi il motivo non porta a niente, andare a vanti e sulla propria strada.
Non son soldato, non son passato.
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categoria:letteratura, università, sul proscenio
domenica, 10 giugno 2007

[…] al termine del viaggio c’è la figura dell’Europeo Prigioniero, che giustifica retrospettivamente l’intera vicenda come un caso, per dir così, di legittima difesa. Il Congo, l’Haggar, l’Africa centrale, la terra degli Zulu, gli avamposti sahariani: poiché l’Africa intera è piena di bianchi in dolorosa cattività, la sua conquista può essere riscritta come fosse una crociata liberatrice, con un rovesciamento dei ruoli (una «retorica dell’innocenza», l’ho chiamata altrove) che è forse il tratto più tipico dell’immaginazione coloniale. E l’innocenza – cioè: il desiderio, colpevole, di apparire innocenti – è la parola che viene alle labbra di fronte a questa figura.

 

 

L’ho trovata per caso, in un numero del «Journal of Geography» dell’anno 1974, in un articolo intitolato Un gioco della colonizzazione europea dell’Africa. Come potete vedere, è un specie di «Monopoli», dove i cinque giocatori (Inghilterra, Francia, Germania, Belgio, Portogallo) tirano i dadi, si muovono, comprano via via i vari territori africani (il più caro, è il Capo di Buona Speranza), e prendono, quando capita, le carte del Fato (infortuni) e della Fortuna (possibilità): la peggiore, una «rivolta indigena»; la migliore, la donazione di un «filantropo americano». E aggiungerò solo questo, bisogna costruire, non case e alberghi, ma scuole e ospedali.
Il Romanzo Coloniale,Franco Moretti, da “Atlante del Romanzo Europeo, 1800-1900”

L'immagine non è quella originale, perché non son riuscita a trovarla su internet e dal libro non son riuscito a scannarizzarla

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categoria:citazioni, letteratura, pensando, università
mercoledì, 04 aprile 2007
[...]entrare in libreria oggi vuol dire trovare pareggiati nella veste topografica, nel prezzo e nel posto sugli scaffali Omero, Ovidio e Sant'Agostino con Kafka, Kawabata ed Enzo Biagi, Garcia Màrquez, Wole Soyinka e Banana Yoshimoto, Dario Fo, Nadine Gordimer e Susanna Tamaro, Primo Levi, De Crescenzo (purtroppo) e Toni Morrison, Osvaldo Soriano e Amelia Rosselli. E, dall'altro, sembra corrispondere all'esperienza che ognuno di noi ha avuto e continua ad avere della letteratura. Ognuno, per proprio conto e nel suo singolarissimo destino, ma in comune con tutti i "letterati" del mondo, infatti, legge Pinocchio e Piccole donne, un Sepùlveda appena uscito e Mark Twain, L'amico ritrovato e L'isola del tesoro, Borges e Lovecraft (incontrati in adolescenza), Anna Frank, Dickens e Céline, Milton e Lo straniero, Baricco e Pound, Pascoli e Celan, Kate Chopin e Asimov, Chatwin e Stephen King, Tolkien (incontrato, letto e amato disperatamente, solo in vecchiaia), l'ultimo romanzo di Umberto Eco abbandonato a pagina 18.
Armando Gnisci, in "Letteratura Comparata"


                                                ...Questo esame comincia a piacermi...
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categoria:citazioni, letteratura, università
giovedì, 08 febbraio 2007
"...quando l'uomo comincia a raccontare di sé ad alta voce scopre quale è veramente egli stesso[...]; fino a quando tutto rimane sepolto nel fondo della coscienza, è ancora increato e ingiudicato, e l'uomo è tranquillo. Parlando, l'uomo crea e foggia se stesso, stabilisce il suo destino."
Corrado Alvaro, prefazione a Novelle per un anno di Luigi Pirandello.

Storia del Teatro e Dello Spettacolo: 30          ...e lode

                           Finalmente un esame!
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categoria:citazioni, letteratura, teatro, università
mercoledì, 05 luglio 2006

Tra studio, conati e sardi Voodoo

 

D’ira, di gelosia, d’invidia ardenti,

chiaman gli altri Fortuna ingiusta e ria,

a te accusano, Amor, che le consenti

che ne l’imperio tuo giudice sia.

Ma perché instinto è de l’umane genti

Che ciò che più si vieta uom più desia,

dispongon molti ad onta di fortuna

seguir la donna come il ciel s’imbruna.

                                   Torquato Tasso, da “la Gerusalemme liberata”, canto Quinto,76.

 

Mi hanno frastimato, imprecato,

 ne sono certo, non vi è altra spiegazione!  E se becco chi è stato…

-Gastrite il giorno degli esami.

-Esami rinviati a lunedì e martedì prossimo (tre esami in due giorni, cazzo!)

-Bagno allagato

-Impossibilità di uso bagno

-Monitor pc in bianco e nero per due giorni

 

In più ho tentato di fare un sacrificio propiziatorio alla Dea del Kaimano, ma non ne ha voluto sapere di tagliarmi…

Tutto sembrava andare a rotoli se non fosse stato per l’antidoto portatomi da Francy (la mia sposa spirituale  )

 

 

Tutto da rifare, mi rimetto a studiare, spero di non invecchiarci su quei

tre libri di merda…

                …non ho quasi neanche più tempo per pensare al Sogno di un Curioso…

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categoria:citazioni, letteratura, pensando, università, sul proscenio
giovedì, 22 giugno 2006

La forma non fornisce il contenuto, lo addita soltanto. L'individuo deve riempirla di contenuto, e riempirla in continuazione e sempre di bel nuovo. Egli stesso deve creare del contenuto, dev'essere creativo, dev'essere artista. La forma educa la persona, educa un popolo alla creatività. E soltanto un popolo creativo può vivere significativamente le forme. Quando un popolo non è creativo, allora il sistema di forme diventa formalismo. Quando il popolo non capisce più che la forma è soltanto un penultimo, la forma diventa per lui contenuto - e c'è necessità di nuovi profeti che lo scuotano.

                                                      Erich Fromm, da "La legge degli Ebrei", 1922

Io continuo a provare a mettere contenuti,
Linguistica II (La Lingua Italiana e i Mass Media) 27

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categoria:citazioni, università
venerdì, 17 febbraio 2006

The Division Bell, Pink FloydTutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro: "Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco". Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra". Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: "Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro". Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessaronodi costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore disperse su tutta la terra.
              Bibbia, Genesi 11,1

Le parole...
quanto possono esser importanti...

Sociolinguistica dell'Italiano Contemporaneo:   28!

Accetto.

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categoria:citazioni, letteratura, università